E tu dici ‘morte’, che non capisco.

….

Il tempo non torna, abito le strade astemia del corpo, gli

avventi sono guerre che non combatto nei loro conflitti,

cos’ho di cosmico? ti pare intangibile la luna dal suono

d’argento nel riso che scrollo tra dita d’incenso, sporco

d’asma e mugghia marina come s’incalza ad ogni ripido

scoglio?

è notte, e non batte la botte vermiglia a cadenza mensile

pudore all’amore benedetto da assi d’invecchiata fattura

mentre sflorano rose su terrazze di mare, inconsueti profumi

lungo il sale notturno, e le vele rimaste del tramonto bruciate,

come può farsi notte tra le vele spiegate, come batte di cuore

questa rima d’amore, ma parole consuete, mentre rema, la notte,

solidali presenze, troppo vere a la notte. E tu dici ‘morte’:

che non capisco.

….

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