Sigaretta con tram

….

[STEP(PA)]

“vibro della mia terra.

la terra accoglie

la mia vibrazione”.

[STOP(PA)]

Svegliarsi domani, senza memoria e senza futuro,

senza il ricordo che siamo memoria ogni istante,

come è possibile?, impossibile, l’archivio vivente

reclama il suo stato costante di temporalità e

il fuoco che arrossa fa asma ai polmoni, stasera

come ieri, un ricordo pure questo delle attese

nel vento alla stessa fermata, un giubbotto di meno

per sentirlo più forte; e morte distratta mi lasciava

la vita, pur beffandomi il busto fra tempeste di tuono,//

sospendendo ogni danza, la salita di sempre,

ricordandomi il peso delle azioni ribelli,

come può la natura fermare i tuoi passi,

ed hai voglia a cantare. Ma oggi, oggi:

“vibro, della mia terra.

la terra accoglie

la mia vibrazione”

la stecca brucia, consuma, una volta sola,

fa cenere la terra, risorge vento, nel vento:

vibro della mia terra

la terra accoglie

d’avvento coglie

la vibrazione

[TRAM]

….

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5 thoughts on “Sigaretta con tram

  1. Come non farsi venire in mente il buon Tennesee Williams con “Un tram che si chiama desiderio”?…era anche quell’opera metafora di tremori dolori, attese, baratri e speranze. Con Dora potremmo dire : “Un tram che si chiama vibrazione”…ciao

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