e di speranza: nessuna notte da temere

“perché io non urlo mai, ma quando grido, e grido, so che esistere corpo non va mai scontato”

….

grido senza lamento, ho franto il muro, oltre il suono,

ho frammenti da guardare, adesso, ho un corpo nudo,

d’osso, un mosaico da comporre, senza colla, ogni giorno

d’altro arabesco, come i visi che incontro, come te, sorella,

che non hai gambe, ma cammini lo stesso, ed è tutto normale

normalissimo, come potrebbe non esserlo? ti faccio donna

nel mio essere donna, tu già donna di tuo, mia compagna,

amante senza amore, noi divise d’uno stesso corpo diverso nel corpo,

noi che non cedemmo alle lusinghe del fiore colto dopo lo schiaffo,

noi che, complici di fiera natura, pretendemmo tenerezza a

sguardi di pietra, carezzammo l’animale senza retorica, noi che

graffiammo la nostra pelle per salire la rupe e fare strada all’uomo

riarso dal sale d’un duro lavoro, noi che vestimmo panni maschi per

costruire case e rinverdire i tempi di natura e cultura,

noi che proteggemmo il figlio al padre smarrito senza negargli il viso

della stessa creatura, noi che non cercammo rivolta femminile, ma rivoluzione

carnale d’ogni singola corporeità, noi che non ci stancheremo di fare silenzio

mentre giace l’ultimo tonfo tra il bacino di fonte viva, noi che dolcemente

faremo un solo canto in mille canti e di speranza: nessuna notte da temere

….

d°’

Annunci

4 thoughts on “e di speranza: nessuna notte da temere

  1. Quante immagini descrittive di attimi e sensazioni nell’attesa del loro arrivo, un’alterità nascosta che è sublimazione del nostro inconscio, sarà l’oggi pieno o forse il domani, non cambia la sostanza perchè comunque, sarà.
    Bravissima Dora, meriti un plauso 🙂

    Liked by 1 persona

  2. se ti dico l’origine di alcune immagini potresti sorprenderti. Nel senso che appare come un ‘canto’ al femminile, e lo è, ma in realtà passa anche attraverso visioni reali di corpi maschili, per un’immagine, in particolare: ero nei pressi della stazione centrale nella mia città, e quell’uomo aveva un suo modo naturale di camminare, quando tutto avrebbe fatto pensare che gli fosse impossibile senza la sua sedia. Ho imparato molto da quel corpo, guardando quel corpo. S’impara molto da ogni corporeità.
    Grazie del passaggio
    Buona serata, Nico

    Liked by 1 persona

  3. la scrittura si stacca da chi la scrive se l’affidi al foglio (sia pure qui in blog), però devo darti ragione sul fatto che un’impronta comunque resta di chi scrive, dello scrivere: atto conoscitivo tra sé e altro da sé
    buona serata e grazie a te

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...