no, no, no, [FRAMMENTO 7 /Per un’autobiografia in crossing over]

[…] Forse dovrei imparare ad aver paura della vita; disimparare la paura della morte. Me lo chiedevo stamattina per strada. Provo a spaventarmi ogni giorno, facendo facce strane, ma sono sempre le mie facce. Provo a pensare che ogni passante sia un assassino, ma lo trovo solo in me l’assassino: il che è già troppo rassicurante: potrei domarmi come sempre faccio anche di fronte alla stortura più profonda, quella che incassa il ventre e ti fa piegare di risentimento, più che d’impatto. Il ventre. Quelle creature. Ma cambiamo discorso o m’innamoro ancor più della vita e smetto pure ogni paura della morte. No, no, no, così non va: dev’esserci sempre un qualche contrario da bilanciare. Che, poi, cosa conta s’è ampio e retroverso, a cosa serve? […]  Sono dolce? Ti piace il miele? Sai, ce n’è abbastanza nella mortadella, potremmo farci un panino, sul litorale. No, no, no, non ho detto il mare. Il litorale: che affaccia sulla strada. [oggi è allagata, lo so, non la vedi]. L’aveva detto lei questo fatto del panino, quel giorno in tram, la sconosciuta: quel panino.. il gusto ‘in due’ che aveva… ‘e non fa niente che non può darmi tanto’, ma quel panino… l’aveva detto lei, la sconosciuta, quel giorno in tram, più volte come si fa da queste parti rafforzando la presenza del trascorso. La sconosciuta. Ma non va bene, no, no, no, anche questo m’innamora alla vita. E digredisco, allora, ho visto l’assassino, quello vero, salire le scale con la pistola in pugno, sotto maglietta, sotto pelle, “N’avé’ paura, passa”… Ho visto il bambino dare una voce, fare strada, responsabile, fiero di responsabilità filiale, un bacio della sera anche per lui. Non ho avuto paura della creatura viva. E l’altra volta, quel giorno, non ho avuto paura: nemmeno della morte. Questo mi fa paura. Quel corpo troppo fermo. Steso senza respirare. Non so vederlo, solo immaginare ciò che ho visto. Digredisco ancora, è tanto che avrei voluto farlo: non posso sopportare: chiunque sentenzia con la faccia troppo pulita e tanto di moralismo nei suoi semplicistici ragionamenti da leccacero. Fammi una diffida, fratello, dammi peso, se non riesci a farmi credere, non ci sei riuscito ancora, in qualche fede uguale alla tua. Siamo figli della stessa terra, ma come fosse madre diversa, diverso il padre, lo spirito e la bestemmia, forse. In fondo anche tu si’ ‘nu buono guaglione. E devi avere qualche paura uguale alla mia. Non me ne voglia nessuno, non me ne voglia il dio in cui non credo, no, no, no, ho solo smesso l’interrogativo, e ho messo il dubbio sopra ogni cosa, non me ne voglia il dito: se non lo punto mai, nemmeno per paura dell’oscuro che avanza col coltello tra i denti. Eppure ho paura, appena un po’, del buio, potrà sembrare strano per una che non si spaventa della vita, aver paura dell’assenza e dell’apparizione impossibile di qualche strana creatura disarmata (?), dall’oltretomba (?), non mi guardare così, ti prego, non mi guardare, […]. M’ero ripromessa di non scrivere oggi, di ascoltare l’oroscopo, ma non do mai troppo credo agli oracoli, mi spiace dirlo. E sarà che ha piovuto e piove lava dal cielo… no, no, no, come faccio ad aver paura della vita anche quando sarebbe opportuno e mi salverebbe l’anima? no, no, no, … dio ci scampi da quelle morti…

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7 thoughts on “no, no, no, [FRAMMENTO 7 /Per un’autobiografia in crossing over]

  1. Come ti capisco. Io, se raramente esco – con difficoltà, comunque – guardo gli altri come nemici pronti a colpire. Poi, penso: loro sono solo persone, non hanno paura come me; eppure, sono persone, ecco, mi viene naturale… tentare di allontanarmi, scappare. Quanti anni “sprecati” per questa paura (terrore), ritrovati solo in un diario e le mie dita macchiate e dolore ovunque.
    Buona giornata carissima

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    1. no no! bisogna uscire ed essere aperti agli altri, agli incontri! Io se no metto piedi fuori casa almeno una mezz’ora quotidianamente me ne muoio! no no, dai dai! Nel mio scritto ero un po’ provocatoria, forse, ma il senso era proprio al rovescio: come possiamo aver paura della vita? no no! 🙂

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