Annotazione sulla scrittura: roccia

La scrittura non è necessaria. Puoi esprimerti in tanti altri modi. Tuttavia quando accade, genio in pugno, prende delle direzioni, almeno la mia, forse: non solo la mia. Io scrivo ogni giorno, ma so che potrei non scrivere, dallo stesso giorno all’altro, senza sapere nemmeno l’afasia dove comincia.

Direzioni. Ti chiedi, no, non delle direzioni, ma delle linee, come danzano, e della loro leggibilità. Tanto certa delle tue traiettorie, quanto incerta delle altrui. E l’incertezza appare nell’intendere, nella paura di fraintendere, nel sentire un movimento di parole come qualcosa che può carezzarti le spalle, la schiena, appena sotto la nuca, come faresti con un fratello, ma in modo diverso, meno fraterno, nondimeno dolce, rassicurante anche nell’aspro. Puoi fraintendere le mie parole, anche adesso. Posso fraintendere. Ma non si nega il movimento.

Traiettorie.

L’interrogarsi può aprire coscienze o obiezioni di coscienze. Se si trattasse di una guerra tra corpi sarei pronta a sedermi, e non muovere un passo, lungo il fiume che scorre, sperando di non vedere mai cadaveri passare nonostante la mia astensione. Puoi prendermi qui a pugni, sono di roccia, se mi frantumi mi resta ancora il vento prima di disintegrarmi.

Ma non è la guerra. Allora resto in silenzio, lungo il fiume che scorre, lascio fili di capelli verdi al soffio, carezzo la roccia su cui sono seduta, non so se qualcuno si siederà al mio fianco, non so se avrò freddo a star qui tutta la notte, non so se un’ombra mi avvolgerà le spalle, fraterna quanto più fraterna

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3 thoughts on “Annotazione sulla scrittura: roccia

  1. Io non so come mai ma ti sento. È ridicolo stare qua a scriverti ancora che sei bravissima, però ecco: sei bravissima. Arrivi con semplicità, nonostante le tue parole sanno portare così tanto, mi sembra (mi sbaglio? Sono scema? Forse). Però arrivi, semplicemente, con tutta la frenesia di una Parola vera, che sia personale o no, necessaria o no, però ecco, hai il dono di arrivare – ed è un dono coi controcazzi perché, che cazzo, non riesco a staccarmi dagli occhi le tue parole stasera. Hai scritto un libro? Tieni solo questo blog? Giuro che per stasera non ti rompo più. Promesso. X

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    1. sorrido per la bellezza delle cose che mi stai comunicando. sorrido con l’umiltà mia e della parola, della scrittura. Ho sempre amato (anche sofferto) scrivere ed è forse questo che arriva, non so. No libri di versi e prose poetiche no… ormai mi sono affidata a questo blog e mi fa star bene questo, senza pretese, aperto a ogni passaggio di chi vorrà leggere con occhi delicati come fai tu.
      Puoi ‘rompere’ quanto ti pare, anche perché posso ricambiare sul tuo blog questa bella rottura, ah! tu quando scrivi hai una nota sempre un po’ malinconica, triste, ma davvero delicata, così come ti poni anche nei commenti. Io penso la scrittura possa dare piccole immense gioie, anche se poi abbiamo bisogno di vivere anche al di fuori della scrittura, che poi già lo facciamo, mi dico, o non potremmo scrivere, non ci riuscirebbe
      ti saluto adesso che crollo dal sonno
      ti auguro tanta bellezza
      a presto crownless

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