pezzi

…il mattino ha i denti in bocca, la notte qualche carie, la cariatide m’osserva, troppo pura, ma

davvero pura questa storia?, la storia m’osserva inquieta della mia diversa inquietudine, inospitale

ad ogni buon senso; bambino attento, tu che giochi a palla, ma non sei ignaro, bambino attento,

potrebbe rompersi. Facciamo un patto, tra me e te, tra te e me, noi altri, per adesso. Inventiamo un

segno: libero complice. Facciamo che il sole è azzurro, stanotte, la luna bianca come la

pelle scura di tua madre al primo giorno, l’ultima notte, facciamo che piango, ma

tu ridi e ti prendi gioco di me e io rido e gioco di te, profilo di sbieco, questo scoppio

di gioia, il boato mi fa paura, fa paura, tu lo sai, e hai paura di una paura diversa dalla mia,

ma è la stessa paura, e la cariatide potrebbe rompersi, non reggerci il gioco,

inospitale il tempio, l’equilibrio, le teste crollano a fondamenta. Ma tu

canti muto, [abbiamo inventato un segno], io cieca di Sole, so di Sole, [tatto] quello

blu sulla notte bianca, come la pelle oscura di tuo padre a un altro lustro, la luna

rossa di tua madre, [odora] l’infecondo, ma: tu già fecondo:

non neghi gioie inusitate ai templi…

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9 thoughts on “pezzi

    1. si… diciamo che ho immaginato quest’incontro come pretesto per una riflessione su tante cose che, inutile descriverle, accadono in zone di guerra, ma non solo… anche nelle nostre guerre interiori o quotidiane di città apparentemente serene…

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