sgraziata

il ricordo del presente. l’impressione che non tiene: senza tocco. la sabbia muta.

la permanenza nonostante. la gioia muta: resa al mozzo del respiro, sgraziato.

ho messo un segno sopra al tesoro per scancellarlo, senza dimenticare. una

croce senza nome, scollando il nome dal corpo che mi porto. un “dono”.

Non credi, lo so, all’occhio bagnato: troppo importante per se stesso.

hai mai visto una donna gettare perle al mare: non infilare la collana?

Annunci

6 thoughts on “sgraziata

  1. ridonare natura alla natura, affidare le perle al mare, abbandonare la persuasione della bellezza in maschera, il possesso che non tiene, tornare al bagnasciuga dei corpi sufficienti a se stessi: così ‘empi’ tra se…

    Liked by 1 persona

  2. L’ha ribloggato su Erospeae ha commentato:

    ogni tanto, ve ne sarete accorti, sto rieditando uno scritto dell’anno scorso che corrisponde alla data del giorno presente. Non lo farò a lungo. Giusto con la curiosità di tornare ai primi articoli e capire come son cambiata nella scrittura; ma, soprattutto, come aiuto per me a superare la paura che ogni giorno ho di lasciare questo spazio vuoto, mentre sento mancarmi le parole. Poi scrivo… e va bene… è un ‘miracolare’ che non comprenderò mai

    Liked by 1 persona

  3. Per me, l’ho detto più volte, è davvero un miracolo questo! Spesso leggo i tuoi scritti ma non oso commentarli (peraltro se uno no ha niente da dire è anche una buona cosa, secondo me), perché vanno a scavare dentro i sentimenti, ed ho paura di banalizzare i tuoi concetti. Aspetto che amici comuni si esprimano prima, faccio un pò come il secondino di don Rafaè, mi spiega che penso e bevimm’o cafè… ermetica, a volte, per chi non è avvezzo alla poesia. Ma dagli e dagli chissà… qualcosa mi entrerà in testa!

    Liked by 1 persona

    1. Giorgio: te l’ho detto tante volte: non devi assolutamente di questi problemi. Commenta tranquillo. Poi non mi credi che mi strappi sempre un sorriso? Sai quanto è importante un sorriso? Un sorriso non perché mi fai ridere, ma proprio per quel modo di interrogarti su ciò che leggi mantenendo una distanza critica anche da te stesso come lettore.
      Poi neanch’io commento sempre. A volte preferisco leggere, ascoltare, immaginare, riflettere, partire dai vostri articoli. In quel caso il ‘mi piace’ diventa un segnale di presenza forte quanto un commento, perché ognun di noi credo impari pian piano a sentire se ci siamo e come ci siamo.
      Buona giornata 🙂
      però è interessante questa cosa del secondino, ah!

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...