“quel giorno, ricordo, portai con me una bambola” (Frammento 5)

la biologia del giorno. nemmeno quella. indiscreto parlare. portai con me una bambola. l’impermeabile verde sporco di cannolo: quello alla siciliana, come sempre fatto in casa, anche senza le grandi occasioni da festeggiare.  Non ricordo paura; me lo chiedo oggi.

la paura fu l’equivoco dieci anni dopo. quando era appena una bomba, qualche vecchio ordigno fatto esplodere lontano dal corpo, dai corpi  (solo da quelli umani). Il tavolo scosso di presto mattino. urla. c’erano urla. era dieci anni dopo: urla su urla: vivevo senza ricordo. e piangevo, come non piansi: e non me lo spiego. Forse, allora, era stato il coraggio dei 3 anni scarsi, forse la protezione di cui avevo sempre goduto contro i mali del mondo (siano essi artificiali o naturali), quella protezione che non mi fece riconoscere il pericolo, nemmeno per istinto; o forse: ebbi paura, una paura tremenda e mi salvò il mondo immaginario che avevo sempre costruito; forse: fu solo l’istinto di sopravvivenza sul dolore altrui, l’istinto del mio corpo illeso tra il corpo illeso dei miei cari. Oggi m’appare quasi come una colpa aver perso la memoria.

Eppure ho trascorso almeno un decennio [bambino e adolescente] a guardare dalla finestra il cono monco: perfetto: infiammato dal Sole d’estate e reso oscuro da ogni Luna assente, terrorizzata, io, come una nuova causa potesse scatenarsi, stavolta, da quel gigante silenzioso, apparentemente silenzioso, con l’orlo corroso giorno dopo giorno dal vento, dal Sole stesso, dal passo turistico; un corpo lavico che riconosco ancora oggi in ogni suo minimo abbassamento di collo.  Aggrappata di notte: alla tavolata quotidiana della finestra di fronte, qualcosa in più della biologia del giorno, per non perdere la sicurezza della biologia del giorno: di domani.

Non so come persi questa nuova (immotivata?) paura, non lo ricordo. Ci sono voluti anni.  E stavolta non ho dimenticato, non ho dimenticato la paura, iterata, quotidiana, l’occhio fisso e impressionato per qualcosa che vedeva lui solo, ma non accadeva, non stava accadendo, e dovevo dirlo al cuore, accellerato. Non l’ho dimenticata, stavolta.

Oggi: mi pesa il tempo che passa dal futuro, mi fa paura quello: una mia sopravvivenza naturale a una qualche natura che porti via i miei cari. Dico: prima a me. Non posso sopravvivere. Eppure vedo sopravvivere, vivere, con il conforto della memoria, con la gratitudine verso il vissuto insieme, verso la trasmissione: siano insegnamenti, amore, capacità d’amare, e mi chiedo come sia possibile. Vedo sopravvivere; anche contronatura, contro l’accidente, l’incidente, senza rima: imperfetta, non voluta, non giustificata.

Forse col passare degli anni, quanti me ne saranno possibili, mi passerà anche quest’estrema paura. (di perdita; o di sopravvivenza; o non so.). Forse ce ne sarà un’altra, subentrata prima che abbia il tempo d’accorgermene e di arginarla.

Allora mi auguro che non sia mai: il terrore per la morte in se stessa, come fosse solo il nulla. Se il nulla non esiste, ma è gravità del verbo.

E ho già paura, lo confesso. Ma penso oltre il limite d’ogni corpo, penso a come si trasforma, forse è chimica, rilascio di materia, forse mutazione, non so. Penso: alla presunzione di dimenticare intorno al globo terrestre: quanto Spazio, quanto non sappiamo, e m’incoraggio. Penso all’abisso più profondo. Penso all’oscuro. Ma senza opposizione.

Come bastasse tutto ciò a rincuorarmi il ventre senza corde al giorno che viene. Ma è vero, lo ammetto, cosa ci sarebbe di certo anche in questo? quale linea governa il temporale?

“quel giorno, ricordo, portai con me una bambola”…

Annunci

3 thoughts on ““quel giorno, ricordo, portai con me una bambola” (Frammento 5)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...