la poesia si sporca le mani… (Frammento 4)

la poesia si sporca le mani, i piedi, il muso, l’acuto, l’ottuso, …, tutto quello ch’è possibile sporcarsi. Che possa essere ‘purezza’, ‘verità’, ‘bellezza’ anche nello strazio dei corpi, può essere

e questo è solo un mio pensiero, con gli occhi lucidamente sporchi, benedetto sia l’altro, l’altri, quanti, tanti, me li sporcò; benedetti i risvegli muso a muso sull’erba di muro, e la polvere che mena, il vento; il benedetto tormento che non c’è dio senza io e non c’è io senza un suono che disarticoli o riorganizzi la mia presenza di voi con me, senza me…

s’è capito, luce (verbo presente), non assumo specifica religione, non fumo, non bevo, e non per rifiuto, non per giudizio di’vino; di vino adoro: l’odore mosto ‘stillato nel gusto, la densa sanguinea presenza che macchia, la corona di spine in quell’estive sangrie… il sangue che sa di polvere e sale.. la vita che sale… la vita che sale… tra le balere… le grida materne delle balene… la…

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