24/6/2019. qui

Seduta alle spalle è tutto sole. si esce come appuntamento, con la pelle migliore e la resistenza al tanto avvenire. La sapienza è questo accadere di circostanza, fabbricando emozioni improgrammabili. Ecco così l’appuntamento: tutto sole seduta alle spalle dei limiti d’apparizione. l’orizzonte, raccontavo, se vuoi sta qui, tra un vuoto d’attesa e la possibilità d’entrarci l’infinito, ad occhi aperti o chiusi non importa. Si scioglieranno, comunque, l’euclidee

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23/6/2019. ciò che vita rende

Le favole hanno gli occhi grandi, un prato in bocca e un diluvio di stelle. Le favole non scritte, quelle con gli occhi grandi, coi polsi rivoltati, e un finale in meno, preso a sorso d’infinito, ancora ancora ancora […]

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Provi dall’inverno a fermarmi, coi richiami più banali, e il mio piacere nel trovarti mezzo uccello da scogliera. Poi l’estate fa scritte di pelle; se Veronica è tua figlia, se una parola magica, se il coraggio dell’eternità, una fede indelebile nell’esistenza. Proverei a fermarti; ma chiedo mai ciò che vita rende […]

23/6/2019. non difendersi

Sei qui, con la bellezza dell’indifeso, non difendersi. così è della terra, noi, consueto simile bollore, toccatoci in distanza. così la terra, non si difende, non difenderci. […] L’acqua si fa, una provenienza inabissandoci in superficie. qui somigliamo, separate alla nascita.

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Banalità del male essere riconoscibile, per mistero degli istinti: qui la tragedia che ne fece amore, con un dolore inenarrabile fuori poesia. Stendo nel vento righe di barche; mai talamo fu più sensibile allo sgretolarsi della terra coi suoi elementi. La mia fragilità semina fiori già cresciuti nel tenero di tutte le carezze che mai negai ai nemici complici delle ferite, lavate in un tempo rosso testimone di tramonti. Ma Celeste libera tutti i cicli dormendo in piazza un cielo a ventre aperto celeste come [    ]

22/6/2019. le stesse

Sono sempre le stesse. trovarsi una lingua ridotta all’osso; strutturare con l’osso morbide realtà. L’accoglienza fa la muta a fondo, dissolve le forme riportando alla chimica oscura dei corpi, messi a rinascere per sensazione, almeno, da inconcepibile nulla. La bellezza del vuoto precipitare senza fine in assoluta alterità

21/6/2019. già venuta

La credevo già venuta, l’estate. per una primavera troppo breve. Lo dicono dei secoli, dando rilievo ai tempi e agli accadimenti. Ma un lampo è vivere per somiglianza: la somiglianza perdere, perdere il tempo, una notte. […] Mi piacerebbe nascerti in sorriso, il giorno dopo come non fosse. per un’estate già venuta in ogni ciclo che non ripete.

21/6/2019. la meraviglia di possedere nulla

Mi ripeto, a ogni risveglio, non esisti. poi ringrazio l’esistenza, imparziale e immemore di troppo umani pensieri messi in regimi di cultura. Il chiarore splende dove svaniscono gli abusi della mia buona fede chiamata amore, della buona uscita di dio tra gli organi, e un blu di blues steso nei campi. Qui non trovatemi gioco di fortuna. vanno suonate le foglie senza strapparle, di vento, per […] Giocando perdemmo il prato, i giochi tra i giochi, e la meraviglia di possedere nulla. Tra l’abbandono di bambole sono quella senza parola, quella che voce umana non sente in assenza di suono liberato dal capriccio di saper suonare. Chiedi all’acqua fino a che governi il suo suono; i princìpi che aggregano sono liberatòri

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Dell’attimo amo la dimenticanza. ma la memoria dei sensi è crudele: leva carne al vino e vino alla carne. Dell’attimo la ricordanza, morsa di bianco [    ]

21/6/2019.

Celeste ha gli occhi stesi, un soffitto di prato. Mi ricorda le gambe irretite dal sole, una pressione di. Riposando l’universo i segni delle quotidiane rivoluzioni. e la pazienza, inconsapevole, di acquietare le distanze nel caos generatore d’istinti