-18/1/2020.

mentre il vento frigendo fa viso, fa sangue, in assenza d’una terra che per oggi tramonti nel sole. se nelle cose inespresse (mai dirò) il mistero delle vite: l’inesplicabile nulla che sempre fa corpo. trapela questo in tenerezza dal taglio di roccia? non m’accorgo, durando rive di cuore. e un fischio augurale fra i metalli. Rossodilava: il mio nome, sta sera.

[…] una natura, finché la capiamo non ci esiste. […]

profumano i fuochi della terra nera la memoria dei fuochi l’acqua delle stelle

16/1/2020.

questo strappo di corpo non riconosce. […]

una carezza sovrastante nel profondo, un’evasione di forma, una straniera fertilità sanguinante la luna nel ciclo degli astri. È già estate, senti?, la primavera gentile, l’inverno dei semplici; e l’autunno, delle foglievive nei tappeti d’amore, nel manto animale che protegge nere montagne, inconsapevole di tanta cura, dell’umana rapacità: della tenerezza esposta […]

14/1/2020.

Il freddo scalda altro freddo. Così l’acqua consiste in tenerezza, sul bianco delle cose protette da cenere e neve. pure acqua lei, cercando il rosso dei tagli, i folli tramonti del sangue nel sangue, il profondo nero d’uno Spazio genetico, e un accanto che tregua tutte quante le verità sottoscritte dagli uomini. Il freddo scalda il piùfreddo; la tenerezza del nero perenne sul monte, la neve di polline, il rosso libero da timidezze

-13/1/2020.

La parola durevole prova abusi di coscienza. Anticiparono i finali, senza inizi, e sorpresa.

[…]

Violenza delle cose docilmente esporsi a chi possiede, poi trascura per l’incorporea leggerezza equivocata a sensazioni. ]La parola durevole prova[

[…] Violenza delle rose fare sempre poesia, del rosso che disperdono dai vasi i tramonti

 

11/1/2020.

L’alba sale senza canti: sono io a mancare il suono degli uccelli. I gabbiani ce li odiano i rifiuti: aggrediscono gli istinti alle interiora dei quartieri, messi ai margini, nel centro del tutto. sembra il mare lontano; il mare a due battiti. messo il cuore in caldo, dove deve per vivere e nessuno governa bene o male e il reclamo alla vita sale dalla natura ciclica e irragionevole. […] Di tutte le cose il corpo è quella durevole […] campana conferma

Il muto canto dei canti. Nota

Laureta aveva gli occhi neri: seminarono lava: coprendo neve dal gelo: all’aria sparsa i mari. Le reti avevano uccelli neri: seminarono bianco il muto canto dei venti

 

(Un piccolo appunto. E un ricordo – eccolo -, sullo scorso anno, che non si vede tra le righe. leggevano dei testi senza nulla premettergli, e senza fermarsi, avvicendando righe diverse da testi diversi (queste le regole date), quando quei versi presero a ‘cantare’, e lo notarono; qualcosa di ‘sacro’.  forse l’autore sarebbe stato felice di quell’emergere del suo canto.)

-10/1/2020.

Una volta c’erano i simboli, che comprendevano […]. E le parole, lasciate ovunque. Non riconosco più i simboli, se  lasciarono per me. Ma è bello ci siano; e le parole, indecifrabili.

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Il freddo è negli organi, ma sembra innaturale.

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Mi ripetono l’accanto, il bisogno, la cura; io ascolto nessuno, irriguardevole.

Il mare addosso, adesso.