24/3/2020.

Quando verrà la stagione

forse sarà inverno, i pollini saranno neve, e sempre tulì a giocare [nulla ferma] e tulì a soffiare, la stagione, la neve, il polline, la luce la polvere, e tu lì; loro, come scoprono adesso giocando, nulla ferma [ce lo dicemmo] la guerra

23/3/2020. finestre

Laggiù, questi fiori gialli di stagione mi ricordano quei fiori gialli: i fiorigiallinelsempre, con la stagione addosso; fiorita a un crespo di pelle, [azzurra], a un freddo; fa, adesso. Fosse alle stelle nuova genesi, e alla memoria [prossima].

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Non imparammo l’amore, in questi tempi né mai. sono cose, non si dicono, non imparammo. E sono sempre; le stesse parole d’amore, disilluse ai poeti, a chi cambia stato, a quelle figure che vanno, senti?, laggiù, a due passi. non impararono l’amore; cosa imparare? sono cose, le stesse parole, gli stessi corpi, forse un buon vento [c’è]

20/3/2020.

Ammutolire i canti, a muso stretto, non inquinare l’aria. la primavera si fa largo, affiorando acque a un’occhieggiare di cellule; mai pelle avranno, le acque, qualcuno il fondo, mutolito, scrollato al sale dei neri. portate i messaggi, se leggende assecondano, leggende

 

19/3/2020.

principi di conoscenze questo tempo ha gelato com’esplosioni d’universo. la figura che sola aspetta uscire di stelle. metafisica apparente, per un continuo inesaturo delle vite altrove: qui, proprio qui, uscite alle stelle, dove tutto canta rimandando a già venuta memoria.

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La luce del giorno fa una piega rara nell’inguine della notte. pare dormire un dono addormentarsi. Come sviluppo elementare complessa l’epoca passai d’interno notte, cedute agli ultimi campanili sirene d’un tempo asfaltato d’acque

18/3/2020.

non responsabile sentire, [mi sento] di questo carcere [provarci]. non fosse se: per certo respiro crudo, in certi tempi. Per questo realizzo carcerario assecondare una colpa. Voglio evadere la partecipazione umana. Ogni parola che annunciava questi avventi fuori al magico dei vaticini, spiazzando i conti umani: e mettendoti a nascere nel riso continuo, nello spiovente pianto, che rinsangua i tramonti fuori illusione, prospettando l’universalità dei buchi neri. Celestitudine costituirsi corpo vivo, contagiosa rarità

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La saggezza è in questa terra, in questa terra che sbocca fiori per chi fiori non avrà. così congiungono generazioni una bellezza a salvaguardia, anche di noi che guardiani non fummo, non sempre, non domani

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[…] per uno spreco d’acque, forse